Il romitorio ritrovato

L’Eremo dell’Acquerella a Cerreto d’Esi
Autore:
Roda, Anna
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Immagine 9

Noto anche con il nome di Romitella, il piccolo complesso si trova nei pressi di Albacina, alle pendici del massiccio del San Vicino (Monte Maltempo). (Immagine 1/2)

La storia
L’Eremo dell’Acquarella (Immagine 3), volgarizzazione del latino Sancta Maria de aqua de arellis, è costituito da una chiesetta, due locali attigui ed una torre a due piani. La chiesa, che può accogliere circa cento fedeli, è dedicata alla Vergine Maria e fu costruita nell’anno 1441 per dietro richiesta di fra’ Frandeno eremita, essendo stati stipulati gli atti notarili dal notaio Paolino di Bartolomeo. Essendo appartenente alla chiesa romana di San Giovanni in Laterano, si può affermare con esattezza la data della sua costruzione perché riportata dal libro detto Della Catena nel quale sono elencate le chiese fondate ad opera della chiesa madre romana. Esiste tuttora, sopra la porta d’ingresso, lo stemma indicante, appunto, l’appartenenza del tempio alla basilica lateranense. Forse le due stanze vicine, di cui una adibita a cucina, furono costruite in altra epoca, dato lo stile diverso.
Poche sono le notizie relative ai periodi precedenti. (Immagine 4/5)
Sappiamo che nel 1349 era abitato da eremiti e che nel secolo XIV fu romitaggio benedettino. Memorie certe riportano comunque che nel XIII secolo vi erano stanziati dei pii eremiti, più tardi, nel XV, vi risiedettero forse anche delle suore.
Addirittura la tradizione vuole che il primo insediamento fosse voluto da san Romualdo il quale aveva ricevuto in donazione il luogo, unitamente a Valdicastro, dal conte Farolfo.
La torre, data la sua posizione strategica con ampia visuale sulla valle del Giano, potrebbe peraltro appartenere ad epoca precedente, cioè al periodo feudale, quando baluardi di difesa erano su quasi tutte le alture circostanti ad Albacina.(Immagine 6/7) Dopo la presenza eremitica, nell’aprile del 1529 Matteo da Bascio e Ludovico da Fossombrone convocarono all’Acquarella il primo Capitolo Generale dei Cappuccini durante il quale venne redatto l’atto costitutivo con le costituzioni ( dette di Albacina) del nuovo ordine della congregazione francescana dei Frati Minori della Vita Eremitica meglio noti come Cappuccini che, con poche variazioni, regoleranno l’Ordine per quasi quattro secoli.
Dopo l’abbandono dell’eremo da parte dei frati “per la scabrosita’ del luogo e l’angustia del convento”, l’edificio a decadere per cui i religiosi si spostarono in Fabriano ( Santa Maria Del Popolo) continuando a frequentare l’eremo cosiddetto dell’Acquarella non più come casa religiosa ma come romitorio; ma esso venne definitivamente abbandonato nel 1585.
Un eremita pare si sia stanziato verso la metà del secolo XVIII ed un altro, Fra’ Benedetto Fratebianchi, nel 1831 e dai dati che si hanno in possesso pare che si ammalò e morì nel novembre del 183l e il suo corpo fu sepolto a Valdicastro. L’eremo fu restaurato nel 1845 e le stazioni della Via Crucis, furono collocate nella Chiesa il 3 maggio dell’anno 1850. (Immagine 8)

La chiesetta
La chiesetta è lunga sette metri e larga appena quattro, quasi del tutto spoglia; l’unico altare ospita un quadro con dipinta la Deposizione della Croce con ai lati San Francesco e San Pietro apostolo e San Giovannino. Dal alcune antiche testimonianze si sa che al tempo della presenza dei Cappuccini l’oratorio ospitasse un venerato crocifisso oggi custodito presso la chiesa parrocchiale della Frazione di Rastia in comune di Cerreto d’Esi. (Immagine 9/10/11)
 
La cappellina è nota per diversi fatti miracolosi.
Nel 1840 avvenne nella Chiesa dell’Acquarella testimoniate da più persone. Nel 1840 per la Messa furono prese a consumo 4 fiaccole da una libra ognuna: per dimenticanza non furono spente alla fine della Messa e restarono accese per più di due ore; ripesate dappoi non erano calate nemmeno di un’oncia, fu gridato al miracolo. 
Vi è pure la pia leggenda che narra che qui si sarebbe fermata la Santa Casa nel suo tragitto aereo verso Loreto, una sosta durante la quale la Madonna volle dissetarsi proprio alla sorgente dell’Acquarella e che la conca presente sul fondo della piccola valle, tra una cortina di pioppi, sia stata impressa dal mantello della Madonna. La leggenda è un modo popolare per ricordare che l’eremo si trovava su una delle numerose direttrici dei pellegrinaggi medioevali verso Loreto. Qui i pellegrini seguendo l’antica via romana scavalcavano la dorsale del San Vicino e per la valle del Musone raggiungevano la costa Adriatica e il santuario lauretano. (Immagine 12/13)